SNCN

Sanación
250 m. di filo cotone, sali di ferro (cianotipia), telaio legno
Opera pubblica in situ per collateral maris
Vieste, 2023

L’opera si inserisce all’interno di un percorso di ricerca autobiografica incentrato sull’indagine della memoria, del ricordo e dell’identità, attraverso l’utilizzo di gesti rituali, forme simboliche e pratiche installative. L’artista esplora la possibilità di trasformare alcuni ricordi, liberandoli dal loro peso emotivo, affinché possano sedimentarsi come materia sacra, custodita come un tesoro intimo.
In questo lavoro confluisce una pratica sviluppata nel corso di oltre un decennio: l’impiego dell’attesa come elemento compositivo e concettuale. Sono stati utilizzati 250 metri di corda di cotone, immersi in un’emulsione fotosensibile ai sali di ferro (cianotipia) e successivamente lasciati ad asciugare. Le corde sono state poi esposte alla luce dell’ultimo sole della giornata per tempi variabili, così da ottenere una gamma differenziata di tonalità e impronte luminose. Una volta completato il processo fotosensibile, sono state suddivise in segmenti di diverse lunghezze e annodate a un telaio, generando una composizione visiva stratificata.
Il linguaggio formale dell’opera richiama inoltre i quipu, antichi sistemi di registrazione andini basati su corde e nodi, utilizzati per registrare e trasmettere informazioni, e potenzialmente anche memorie. In questa risonanza simbolica, il gesto dell’annodare assume una duplice valenza: da un lato atto intimo e rituale, dall’altro dispositivo di scrittura e trasmissione.
Nel suo sviluppo, l’opera ha assunto una dimensione collettiva, diventando luogo di incontro e condivisione. Da esperienza introspettiva si è trasformata in un dispositivo generativo di nuovi ricordi, innescando una riflessione sulla memoria come processo in continua evoluzione.